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    November 01

    Galimberti

    Riflettendo sulle modalità in cui l'uomo abita il mondo, Galimberti approfondisce il tema del rapporto tra corpo, natura e cultura. Studiando genealogicamente il concetto di corpo dal periodo arcaico ad oggi, il filosofo mette in contrasto le diverse modalità in cui esso è stato osservato. Il corpo è stato visto come organismo da sanare per la scienza, come forza lavoro da impiegare per l'econimia, come carne da redimere per la religione, come inconscio da liberare per la psicoanalisi, come supporto di segni da trasmettere per la sociologia. Il passaggio che ha portato l'uomo dalla natura alla cultura ha sancito il sacrificio del significato ambivalente e fluttuante che il corpo ha da sempre assunto. Questa ambivalenza del corpo nasce dal suo sottrarsi all'univocità del pensiero categorizzante, concedendosi invece nella con-fusione dei codici con i quali esso è costituito. Per salvarsi dal panico creato da questa opportunità, il pensiero razionale dell'Occidente ha seguito il principio d'identità, collocando il corpo di volta in volta sotto un equivalente generale che gli garantisse univocità. Cogliendo lo sfondo in cui il corpo si mostra, Galimberti evidenzia la legge fondamentale che lo governa, ovvero lo scambio simbolico, in cui tutto è reversibile e non vi è demarcazione tra significati. L'ambivalenza è una legge inclusiva per cui ciò che è, è sì se stesso, ma anche altro da sé. In questo modo il corpo conserva la sua oscillazione simbolica tra vita e morte: oscillazione che l'Occidente elimina tracciando una violenta disgiunzione tra vita e morte, tra ciò che è e ciò che non è. Proposito conclusivo della sua riflessione è quello non tanto di emancipare o liberare il corpo dalla restrizione impostagli dal pensiero razionale (che non avrebbe altro effetto che confermare i limiti in cui è recluso), bensì quello di restituire il corpo alla sua originaria innocenza.

    Comments (1)

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    è cosi....
    è cosi che le cose vanno....che gli attimi fuggono e che la vta continua....
    è cosi che leggendo fra le righe capisci il xkè dei xkè....
    è si ...è vero....basta poco..basta una parola....e tutto si spiega.....
    qualla parola che si consce x caso..che ti stupisce ...che ti prede alle spalle....
    che è dentro di noi ma noi nn lo sappaimo...
     
     
    averti conosciuto è un piacere....nn ostante la tua testardagine ..e con l atua curiosità di sapere...e la tua grinta...mi sto afezzionado a te...
    xkè di soggettoni ce  soo pochi...e a modod nostrocerchiamo di esserlo....
    Nov. 20

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